Ordine dei Consulenti del Lavoro
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CONSIGLIO NAZIONALE ORDINE CONSULENTI LAVORO

CODICE DEONTOLOGICO

Approvato con delibera n. 209 del 3 ottobre 2008
(in vigore dal 2 dicembre 2008)

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Titolo I
PARTE GENERALE

Art. 1 (Ambito di applicazione)
1. Il presente Codice reca le norme deontologiche circa l’esercizio della professione di Consulente del Lavoro al fine di garantire gli interessi generali ad esso connessi, di tutelare l’affidamento della clientela, assicurare il decoro e la dignità professionale e il rispetto della legalità.
2. Il Codice si applica agli iscritti all’albo, che sono tenuti a conformare la propria condotta ai doveri di cui al Titolo II.

Titolo II
DOVERI GENERALI
Art. 2 (Dovere di dignità e decoro)
1. Il Consulente è tenuto ad osservare il presente Codice nell’esercizio della professione a titolo individuale, associato o societario nonché nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato.
Art. 3 (Principio di professionalità specifica)
1. Nell’esercizio a titolo individuale, associato e societario, il Consulente deve ordinare la propria attività in modo che sia resa sotto la propria direzione e responsabilità personale in conformità al principio di professionalità specifica.
Art. 4 (Dovere di lealtà e correttezza)
1. Il Consulente deve svolgere la sua attività con lealtà e correttezza nei confronti del cliente e dei terzi a qualunque titolo coinvolti.
Art. 5 (Dovere di fedeltà)
1. E’ dovere del Consulente svolgere con fedeltà nei confronti del cliente la propria attività professionale.
2. Il Consulente è tenuto ad anteporre gli interessi del cliente a quelli propri.
Art. 6 (Dovere di indipendenza)
1. Fatto salvo quanto previsto all’art. 5, comma 2, il Consulente ha il dovere di conservare la propria autonomia di giudizio, tecnica e intellettuale, e di difenderla da condizionamenti esterni di qualunque natura.
Art. 7 (Obbligo del segreto professionale)
1. Il Consulente è tenuto al segreto professionale ai sensi dell’art. 6 della legge n. 12/1979.
Art. 8 (Dovere di riservatezza)
1. Fatto salvo quanto previsto all’art. 7, il Consulente deve assicurare la riservatezza circa i dati e le notizie di cui sia venuto a conoscenza in occasione della promozione o esecuzione del rapporto professionale.
2. Il Consulente è tenuto a creare le condizioni affinché la riservatezza sia mantenuta da parte dei dipendenti e da tutti coloro che, a qualunque titolo, operano nel suo studio e per conto delle stesso.
Art. 9 (Dovere di competenza)
1. Il Consulente non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con la necessaria competenza o per i quali non sia in grado di assicurare un’organizzazione adeguata.
2. Il Consulente deve curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo il sapere con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l’attività.
3. E’ indice di osservanza del dovere di cui al secondo comma la preparazione curata in conformità a quanto previsto dall’apposito regolamento emanato dal Consiglio nazionale.
Art. 10 (Dovere di informativa)
1. L’informativa circa l’attività professionale e la forma giuridica di organizzazione adottata per lo studio deve essere resa secondo correttezza e verità.
Art. 11 (Responsabilità patrimoniale)
1. Il Consulente deve porsi in condizione di poter risarcire eventuali danni cagionati nell’esercizio della professione, se del caso anche mediante una adeguata copertura assicurativa.


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